Report dall'evento "From Stern to the Street: Investment Banking & Private Market Leaders"

25.03.2026

NOVA-MBA Administrator

From Stern to the Street: Investment Banking & Private Market Leaders

Un veloce riassunto...

    • Apertura e nuovi driver di valore: Sergio Iardella (Bain & Co) ha evidenziato come, rispetto al passato, la leva finanziaria e l'arbitraggio sui multipli non siano più sufficienti a generare ritorni elevati. Oggi il valore nel Private Equity si crea principalmente attraverso il miglioramento operativo (operational improvement), la specializzazione settoriale e l'innovazione tecnologica.
    • Il ruolo della formazione (NYU Stern): Alessandro Daffina, Paolo Pendenza e Maurizio Perroni hanno condiviso come l'MBA alla NYU Stern sia stato fondamentale per le loro carriere, non solo per le competenze tecniche (citando le lezioni di Damodaran), ma per l'acquisizione di un metodo e di una visione di lungo periodo.
    • L'importanza del network: L'esperienza accademica è stata descritta come un momento trasformativo capace di creare una rete di relazioni e un confronto continuo che durano nel tempo, ben oltre il periodo degli studi.

  • ... ed il report completo

    L’evento, ospitato presso la sede di Bain & Co Italy, si è aperto con un keynote di Sergio Iardella, Senior Partner e Head of Private Equity di Bain & Co, dedicato al private equity e ad alcuni indicatori chiave emersi dal Global Private Equity Report 2026 di Bain. Il suo intervento ha offerto una cornice molto chiara per la discussione successiva, mettendo in evidenza come leve tradizionalmente centrali per la creazione di valore, come l’arbitraggio sui multipli e il leverage, oggi non riescano più a generare ritorni per gli azionisti con la stessa efficacia del passato. A fare la differenza sono invece e sempre di più, gli operational improvements. Il punto emerso con forza è che questi risultati si costruiscono attraverso specializzazione verticale, capacità di lettura settoriale e investimenti mirati in tecnologia.

    Su questa base si è poi sviluppata la fireside chat con Alessandro Daffina, Chairman di Rothschild Italia, Paolo Pendenza, CEO di Equita SGR, e Maurizio Perroni, Managing Partner di F&P Partners, che ha offerto una prospettiva rara su tre percorsi di grande rilievo nel mondo dell’investment banking e del private equity, uniti da un’esperienza comune, quella dell’MBA alla NYU Stern, che ha lasciato un segno profondo nelle loro carriere. I relatori hanno ripercorso alcuni dei momenti decisivi del loro percorso professionale, mostrando come la formazione ricevuta a Stern abbia contribuito a costruire non solo competenze tecniche, ma anche un metodo, una visione e un approccio di lungo periodo alle scelte professionali.

    Uno dei passaggi più interessanti della conversazione è stato proprio il racconto degli anni alla NYU. I tre panelist hanno ricordato quell’esperienza in modo diretto e personale, dalle lezioni di Damodaran, richiamate come un riferimento formativo importante, alle nottate sui libri, vissute come parte essenziale di un periodo intenso e trasformativo. Ma soprattutto è emerso il valore del network costruito in quegli anni e rimasto vivo nel tempo. Stern è apparsa, nelle loro parole, non solo come una scuola di eccellenza, ma come un contesto capace di creare relazioni durature, confronto continuo e un legame destinato a proseguire ben oltre l’esperienza accademica.

    La conversazione si è poi spostata sull’evoluzione del private equity in Italia, ripercorrendone la traiettoria dai primi albori fino alla configurazione attuale del settore. I relatori hanno descritto un mercato che, nel tempo, si è progressivamente strutturato, professionalizzato e consolidato, assumendo un ruolo sempre più centrale nel sostegno alla crescita e alla trasformazione delle imprese. Guardare a questa evoluzione attraverso le loro esperienze dirette ha permesso di cogliere non solo il cambiamento dell’industria, ma anche l’evoluzione del modo di fare investimento e di creare valore.

    Nella parte finale della serata, il dibattito si è allargato alle attuali dinamiche globali. La serata si è conclusa con una discussione sul contesto macroeconomico globale, la crescente complessità dei mercati internazionali e le variabili che oggi influenzano in modo sempre più diretto le decisioni di investimento. Ne è emerso un quadro in cui la capacità di adattarsi, leggere il contesto con lucidità e combinare visione strategica e competenze operative diventa sempre più decisiva. In uno scenario più incerto e competitivo, il valore non si costruisce più soltanto con gli strumenti tradizionali della finanza, ma con profondità settoriale, qualità dell’esecuzione e capacità di interpretare il cambiamento.

     

     

    Lorenzo Bonanni (LinkedIn)

     Lorenzo Bonanni