From Stern to
the Street: Investment Banking & Private Market Leaders
Un veloce riassunto...
... ed il report completo
L’evento, ospitato presso la sede
di Bain & Co Italy, si è aperto con un keynote di Sergio Iardella,
Senior Partner e Head of Private Equity di Bain & Co, dedicato al private
equity e ad alcuni indicatori chiave emersi dal Global Private Equity Report
2026 di Bain. Il suo intervento ha offerto una cornice molto chiara per la discussione
successiva, mettendo in evidenza come leve tradizionalmente centrali per la
creazione di valore, come l’arbitraggio sui multipli e il leverage, oggi non
riescano più a generare ritorni per gli azionisti con la stessa efficacia del
passato. A fare la differenza sono invece e sempre di più, gli operational
improvements. Il punto emerso con forza è che questi risultati si
costruiscono attraverso specializzazione verticale, capacità di lettura
settoriale e investimenti mirati in tecnologia.
Su questa base si è poi
sviluppata la fireside chat con Alessandro Daffina, Chairman di
Rothschild Italia, Paolo Pendenza, CEO di Equita SGR, e Maurizio Perroni,
Managing Partner di F&P Partners, che ha offerto una prospettiva rara su
tre percorsi di grande rilievo nel mondo dell’investment banking e del private
equity, uniti da un’esperienza comune, quella dell’MBA alla NYU Stern, che ha
lasciato un segno profondo nelle loro carriere. I relatori hanno ripercorso
alcuni dei momenti decisivi del loro percorso professionale, mostrando come la
formazione ricevuta a Stern abbia contribuito a costruire non solo competenze
tecniche, ma anche un metodo, una visione e un approccio di lungo periodo alle
scelte professionali.
Uno dei passaggi più interessanti
della conversazione è stato proprio il racconto degli anni alla NYU. I tre panelist
hanno ricordato quell’esperienza in modo diretto e personale, dalle lezioni di
Damodaran, richiamate come un riferimento formativo importante, alle nottate
sui libri, vissute come parte essenziale di un periodo intenso e trasformativo.
Ma soprattutto è emerso il valore del network costruito in quegli anni e
rimasto vivo nel tempo. Stern è apparsa, nelle loro parole, non solo come una
scuola di eccellenza, ma come un contesto capace di creare relazioni durature,
confronto continuo e un legame destinato a proseguire ben oltre l’esperienza
accademica.
La conversazione si è poi spostata sull’evoluzione del private equity in Italia, ripercorrendone la traiettoria dai primi albori fino alla configurazione attuale del settore. I relatori hanno descritto un mercato che, nel tempo, si è progressivamente strutturato, professionalizzato e consolidato, assumendo un ruolo sempre più centrale nel sostegno alla crescita e alla trasformazione delle imprese. Guardare a questa evoluzione attraverso le loro esperienze dirette ha permesso di cogliere non solo il cambiamento dell’industria, ma anche l’evoluzione del modo di fare investimento e di creare valore.
Nella parte finale della serata,
il dibattito si è allargato alle attuali dinamiche globali. La serata si è
conclusa con una discussione sul contesto macroeconomico globale, la crescente
complessità dei mercati internazionali e le variabili che oggi influenzano in
modo sempre più diretto le decisioni di investimento. Ne è emerso un quadro in
cui la capacità di adattarsi, leggere il contesto con lucidità e combinare
visione strategica e competenze operative diventa sempre più decisiva. In uno
scenario più incerto e competitivo, il valore non si costruisce più soltanto
con gli strumenti tradizionali della finanza, ma con profondità settoriale,
qualità dell’esecuzione e capacità di interpretare il cambiamento.
Lorenzo Bonanni (LinkedIn)
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